Lo Jägermeister e l’acqua delle Fiji

// luglio 10th, 2009 // Cucina

“Scusi, l’ha lo Jägermeister?” 

garbato accento macedone e badge dei giochi del mediterraneo ben in vista, l’omaccione impomatato seduto a capotavola formula quella che a lui sembra la più naturale delle domande. Esito un attimo, non riuscendo a cogliere il nesso tra l’amaro richiesto e il piatto di millerighe alla pecorara appena servito. 

“No, guardi abbiamo solo prodotti a chilometri zero, se vuole abbiamo una genziana che fanno qui, alla pineta di Pescara”

“A chilometri zero? come le macchine?”

“Mi perdoni, intendevo dire che vendiamo solo prodotti che vengono dalla zona intorno a Pescara”

Un pò perplesso e un pò seccato mi risponde:

“molto grave… molto grave… io bevo -solo- Jägermeister!”

 

Cosa significa essere un ristorante “a Chilometri Zero“in un mondo dove un litro d’acqua imbottigliata alle isole Fiji è a tre o quattro click dal nostro frigorifero? 

Come ristorante ci siamo assunti un impegno: scegliere  solo prodotti che non abbiano viaggiato più di cento miglia per raggiungere la nostra cucina. Come ce la stiamo cavando? Ad oggi oltre il 70% dei nostri ingredienti è “a Chilometri Zero”, e la percentuale aumenta ogni giorno che passa, ogni nuovo fornitore che riusciamo a raggiungere… 

Questa nostra scelta ha diverse implicazioni: ecologiche, qualitative, umane. Ecologiche perchè limitare il trasporto di merci serve a limitare le emissioni di CO2 e l’inquinamento in genere. Qualitative perchè conosciamo personalmente i nostri fornitori, sappiamo cosa mettiamo nelle nostre pentole e siamo sicuri della assoluta genuinità dei nostri prodotti. Implicazioni umane, infine,  perchè l’Abruzzo è una terra meravigliosa che merita tutte le nostre attenzioni per essere valorizzata attraverso i suoi prodotti e le sue tradizioni, stiamo con entusiasmo dalla parte dei nostri fornitori, delle piccole produzioni locali che non hanno sacrificato la qualità dei loro prodotti per andare incontro a logiche di mercato che non ci rappresentano. Quando Zio Dante ci porta le sue uova siamo sicuri che le sue galline se la passano meglio delle loro sventurate “colleghe” in gabbiette da allevamento intensivo, quando la signora Lucia prepara le cassette di verdura lo fa col sorriso di chi, insieme a  zucchine e cavolfiori, ci mette  l’amore per la sua terra. 

Certamente non possiamo accontentare chi preferisce la Coca Cola alla nostra GaZZosa (fatta “alla vecchia maniera” da un vecchietto a  Casoli), non abbiamo l’acqua di qualche vulcano Fiji ma abbiamo un sistema di microfiltraggio dell’acqua che viene dalla Majella, e no, non abbiamo lo Jägermeister. Ma ci piace così!

5 Responses to “Lo Jägermeister e l’acqua delle Fiji”

  1. Aldo scrive:

    una bella scelta di carattere…. mi piace questa posizione.. a pescara poi che per fare 300 metri si prende il suv…..

  2. A.. scrive:

    ottimo!
    sarebbe anche bello e allettante se vi rivolgeste ai microbirrifici della zona per la birra..
    tra spoltore, casoli e lanciano so che ce ne sono!

  3. Alessandro Giannandrea scrive:

    grazie per il consiglio! è una cosa che faremo senz’altro a fine estate. se hai qualche contatto ci farebbe piacere aggiungerlo ai nostri.

    grazie e a presto!
    Alessandro

  4. davide scrive:

    complimenti.
    è un iniziativa che dovrebbe coinvolgere tutti.
    maggiore attenzione ai prodotti, al territorio e anche ritorno alle stagionalità. troppo spesso conosciamo alla perfezione prodotti che provengono dall’altra parte del pianeta e da culture diversissime dalla nostra…per poi scoprire che dietro l’angolo c’è molto di più…basta saper cercare. bravi

  5. A.. scrive:

    ecco un link ad un elenco dei microbirrifici abruzzesi:

    http://www.microbirrifici.org/Abruzzo_birrifici_regione.aspx

    ci sono tutti i siti con i loro contatti, qualcuno fa oltre le bottiglie anche i fusti per la spina.

    beh allora spero di farmi presto una bella pinta abruzzese da voi!

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