Francesco Astolfi @ Jozz

// novembre 4th, 2009 // Eventi, News

Siamo felici di ospitare nelle nostre sale un nuovo progetto fotografico a cura di Francesco Astolfi, lasciamo alle sue parole la presentazioni e gli onori di casa… siete tutti i benvenuti!

Francesco Astolfi – Glimpses from Ironland

Il progetto Ironland nasce da una pratica giornaliera della fotografia in cui l’obiettivo instaura un rapporto privilegiato con oggetti normalmente votati a svolgere una determinata e ben precisa funzione nella vita quotidiana e talvolta anche con i gesti legati al loro utilizzo. Tramite uno sguardo ravvicinato sull’oggetto, che procede per dettagli ed esclude ogni indizio di contestualizzazione, tale funzionalità perde però, qui, ogni motivo di interesse a vantaggio piuttosto della forma, della materia, delle infinite possibilità di luce e ombra che la sua struttura offre, come a volerne studiare l’anatomia per presentarne gli aspetti insoliti ed incomprensibili. In questo procedimento straniante, utensili da cucina come una macchinetta del caffé o uno spremiaglio subiscono una sorta di slittamento semantico, che li trasla in forme geometriche, in composizioni astratte, in superfici modulari. Sul piano interpretativo questa operazione ha l’effetto di spezzare l’automaticità nella rappresentazione del quotidiano e del suo immaginario e di negare una lettura linearmente univoca.

L’oggetto sembra in questo modo evadere dai limiti costrittivi di un’esistenza definita esclusivamente dalla funzione che è destinato a svolgere nella quotidianità per mostrare anche la sua dimensione estetica. La forma rivendica un diritto di esistenza autonoma dalla funzionalità, senza dimenticare, però, che è proprio quest’ultima a determinarne la storia: graffiature sull’acciaio, macchie di ruggine, impronte sono la testimonianza più evidente dell’impiego ripetuto degli oggetti e la prova della loro esistenza reale. La macchina fotografica diventa strumento di narrazione delle loro biografie, racchiuse implicitamente nei segni che l’usura ha prodotto sulle loro superfici rendendoceli così familiari e rassicuranti.

In un luogo come La Cantina di Jozz, in cui la mano dell’uomo e la consistenza degli oggetti diventano una cosa sola, un magma di movimenti e segni prodotti dal lavoro che avviene fuori e dentro la cucina, sui fornelli e nei tavoli, questa selezione di cinque immagini del progetto Ironland trova uno spazio ideale di interazione col contesto che le circonda. E’ così che nella “Sala Summa” della Cantina le immagini oniriche di Francesco Astolfi, il calore degli avventori e il sapore del cibo e dei vini si fondono insieme in un concerto visivo/gastronomico che difficilmente lascerà scontenti lo sguardo, o il palato.

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